Pedofilia, voyeurismo, esibizione. Quattro anni passati ad esplorare Chat e Videochat nel tentativo di comprendere come le perversioni si siano rapportate alla Grande Rete . Un’ indagine dell’animo umano e dei suoi spaventosi abissi.

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Ho trascorso quattro anni nelle chats ( c6, Irc ) e nelle videochats ( Camfrog ) italiane e internazionali, cercando di esplorare obbiettivamente i meccanismi di perversione che si sviluppano in questi microambienti. Inizierò in modo ordinato, trattando prima di tutto della pedofilia.
Prima di cominciare a scrivere una sola parola riguardo l’argomento, ho ritenuto opportuno cercare nella mia libreria un testo di importanza significativa per quello che riguarda la mia indagine. Non ho impiegato molto tempo a ritrovare la mia Antologia Palatina e a rileggere la scelta di carmi erotici ed omoerotici contenuti in essa. L’Antologia Palatina è la più grande testimonianza di poesie greche antiche che ci sia mai pervenuta, un immenso tesoro indispensabile per farci capire i più disparati sentimenti umani, fra cui l’amore in tutte le sue forme, sia eterosessuali che omosessuali. Ciò nonostante, l’argomento che per un uomo del ventunesimo secolo risulta più intrigante è quello riguardante la poesia Pedoerotica. Subito i miei occhi si incollano a leggere le poesie di Stratone Di Sardi, un poeta presumibilmente vissuto all’epoca di Adriano. Le sue poesie hanno tutte un argomento pedoerotico, la stessa raccolta di poesia viene intitolata dall’autore “Mousa Paidikè”, ovvero: Musa Dei Ragazzi. Più di tutti mi colpiscono questi versi: Gli animali mancanti di ragione si uniscono naturalmente. In noi, esseri ragionevoli, c’è questo in più delle bestie: abbiamo inventato il “paedicare”. Chi si lascia prendere dalle donne non ha niente di più degli animali privi di ragione*. Questa naturalmente è opinione del poeta, e di certo se fosse vissuto nella nostra epoca sarebbe stato accusato di comportamenti aberranti, ma non è questo il punto del discorso. La questione è che la pedofilia è sempre esistita, è una naturale devianza dell’attrazione sessuale, e chi ne è colpito non può far altro che rapportarsi alla norma sessuale in modo conflittuale, così come anche ha scritto Stratone, paragonando la normalità a qualcosa di bestiale, senza ragione.
Partendo da questi presupposti iniziali, cos’era la pedofilia prima di internet? Era pedopornografia, scambio di materiali, quali fotografie, filmini, e naturalmente storie di bambini venduti a mercati neri in cui venivano utilizzati e comprati come strumenti sessuali. Adesso, in cosa si è trasformata la pedofilia con l’avvento del World Wide Web? In nulla di differente da ciò che era prima, solamente la rete ha permesso a tutti gli amanti di questa perversione di incontrarsi, comunicare in modo agevole fra loro, scambiare files in maniera veloce, e di questo ho potuto accorgermi nella mia personale indagine riguardo Camfrog, la video chat più utilizzata al mondo. C’è solo una piccola differenza: la facilità con cui un utente che non ricerca materiale pedopornografico può venire in possesso di questi files senza esserne inizialmente consapevole; ed è ciò che capitò a me, quando un utente di Camfrog mi inviò un’ immagine raccapricciante di sesso con una bambina molto piccola, chiedendomi se mi interessasse o se ne possedessi di simili. “What do u think (cosa ne pensi)?” mi chiese, mentre inviava l’immagine, poi promise di darmi la password d’accesso ad una stanza thailandese protetta, se solo gli avessi procurato una foto simile: “i can give u the password for our room if u send me something similar to this(posso anche darti la password per la nostra stanza, se mi mandi qualcosa di simile a questo)”. Non essendo minimamente interessato alla cosa, cancellai velocemente quella fotografia dal mio computer; eppure ne ero venuto in possesso anche solo per un attimo. Fine prima parte

vai a Chat e Videochat tra Pedofilia e Pornografia (parte 2)

di Alessandro Oliviero





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3 Responses to “Chat e Videochat tra Pedofilia e Pornografia (parte 1)”

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