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Arriviamo quindi al punto della questione: l’esibizione come comportamento base è reale ed è nato certamente prima della rete, così come la pedofilia. Ma al contrario di quest’ultima, Il numero delle persone che normalmente non si sarebbero mai “mostrate” in un contesto reale è aumentato esponenzialmente. In qualche modo, quindi, la rete ha acuito soggettivamente questa “perversione” del comportamento, portando individui non esibizionisti nel mondo di tutti i giorni, a divenirlo in uno virtuale. Come detto sopra, avendo un nome di ragazza, non sono mancati inoltre coloro che chiedevano di vedermi, senza essere visti, ovvero i voyeurs, per i quali il discorso fatto sopra è uguale, ma assume delle sfumature leggermente o profondamente diverse a seconda dei casi. Infatti, chiunque può diventare un voyeur, spiando dalla finestra la donna con il vestito scollato che passa ogni mattina sotto il nostro balcone, oppure gettando occasionalmente uno sguardo alla finestra del nostro dirimpettaio o dirimpettaia, sperando che si spogli, o semplicemente godendo alla vista della sua vita quotidiana per pura e semplice curiosità, caratteristica insita nell’animo umano. In questo caso trattiamo di casi leggermente diversi da quelli che stiamo esaminando, poiché i voyeurs delle chats, a parte i rari casi in cui hanno chiesto di potermi osservare persino mentre dormivo o mentre mangiavo(quindi escludendo inizialmente implicazioni sessuali), in grandissima maggioranza hanno chiesto di potermi vedere in reggiseno, oppure nuda. Naturalmente c’erano anche coloro che chiedevano di vedermi mentre si esibivano, o che chiedevano che li guardassi mentre si toccavano, osservandomi; è talmente vasta la materia che potrei fare anche altre combinazioni, ma in ogni caso ho notato che è sempre una delle due componenti che prendeva il sopravvento: o l’esibizionismo, o il voyeurismo. Che il numero dei voyeurs sia quindi aumentato oppure no con l’avvento della rete, questo è duro da definire, ma probabilmente se vogliamo attenerci strettamente ai “guardoni” di natura sessuale, il loro numero di sicuro è aumentato con le chats, le video chats, ma non quanto lo sia stato quello degli esibizionisti, almeno a mio parere, un parere dato da una lunga esplorazione dei fenomeni di cui scrivo, ma pur sempre un parere. Infatti l’animo umano non ha confini di mutabilità ed ha così tante sfaccettature che crederne di definirne i limiti di cambiamento attraverso parametri schematici è un’impresa praticamente inarrivabile.
Come ho scritto sopra, la mia ricerca è stata divisa in due fasi, di cui ho appena descritto la prima. La seconda fase, che è stata la più impegnativa, mi ha coinvolto personalmente nel calarmi nella parte dell’esibizionista. Ho adottato un nickname esplicito e sono partito alla ricerca di persone disposte a guardarmi, come avrebbe fatto un vero esibizionista. Su un numero di 30 donne(o sedicenti tali) contattate, mediamente una o due rispondevano in modo positivo alla richiesta( e non è detto che fossero in realtà donne!), la maggior parte rifiutavano cortesemente o peggio partivano ad insultare pesantemente me che avevo fatto loro la richiesta. Fine terza parte
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di Alessandro Oliviero
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